Alpi Apuane



Nel nord della nostra meravigliosa Toscana, tra i fiumi Magra e Serchio, si innalza la catena montuosa delle Alpi Apuane che, verso sud-ovest, declina nella Riviera Apuana e nella Versilia.

Conosciutissime sono le rocce che costituiscono la grande maggioranza di questi monti: il marmo, materiale pregiato che ha reso celebri i Monti Apuani, nono solo in Italia ed in tutta Europa, ma in tutto il Mondo.

L'origine del nome di questi monti toscani si perderebbe addietro nei tempi quando già Strabone (attorno al 58a.C) li chiamava Lunae montes, ossia 'i monti della luna', ed anche Dante Alighieri li indicava con il nome di 'Monti di Luni'. Si pensa però che l'aggettivo 'apuane' sia dovuto al nome delle genti che un tempo le abitavano: i Liguri Apuani.

Queste montagne vengono chiamate Alpi in quanto si considera questo come un appellativo generico che da sempre è stato utilizzato per indicare catene montuose caratterizzate da tratti aspri e spigolosi. Tuttavia, l'origine di questi monti non combacerebbe con quella della catena appenninica e la massima altezza raggiunta dai monti apuani sarebbe rappresentata dai 1946m del monte Pisanino.

Sarebbero proprio la ripidità dei loro profili, che in soli 20km porta dal livello del mare fino a quasi 2000metri del monte Pisanino, le differenti caratteristiche del terreno e la diversa esposizione alle correnti correnti marine ciò che porta i monti Apuani a dipingersi di una grande varietà di microclimi.

Questo, unito all'intervento dell'uomo, che nel corso dei secoli ha introdotto nuove specie, ha portato la vegetazione della catena apuana a diversificarsi, arricchendosi di nuove specie e perdendone altre.

Nei versanti esposti alle correnti marine, fino ai 300metri di altitudine, o presente la macchia mediterranea composta da sclerofille sempreverdi (leccio, mirto, terebinto), anche se il pino marittimo allarga il suo dominio fino ad un'altitudine di 600metri.

In alcune zone però, questa naturale copertura vegetate è stata largamente sostituita da coltivazioni di oliveti che, introdotti dall'uomo, vengono sostituiti, verso la parte più interna die monti, da ampi castagneti. La vegetazione naturale, nelle zone dai 400 ai 1400 metri, invece prevede una larga diffusione di foreste di quercio-carpineti in cui l'albero che spicca per importanza è appunto il carpinio nero a cui fanno da contorno la rovella e l'orniello.

Salendo, la vegetazione ovviamente si trasforma, ma non viene mai a mancare nemmeno sulle aride vette, dove numerose specie, come cespugli ed arbusti, vivono sulle pareti rocciose determinano un tipo di vegetazione detta vegetazione casmofila. In oltre, proprio con queste condizioni ambientali si presentano numerosi specie endemiche quali l'atamanta e la silene lanuginosa.

Come la vegetazione delle Alpi Apane, anche la flora ha notevolmente subito l'influsso derivante dalla presenza dell'uomo.

Questo è accaduto, come si può ben pensare, soprattutto nelle zone in cui la presenza dell'uomo si è dimostrata più forte, ossia nella parte più bassa dei monti dove animali come la volpe, il riccio e la donnola si sono adattati ed hanno imparato a convivere con i nuovi e, talvolta, scomodi vicini umani. Così come hanno fatto anche uccelli quali la cinciarella e il fringuello, oppure rettili come la lucertola muraiola ed il biacco maggiore.

Dove la presenza dell'uomo ha inciso in modo minore, oltre che con questi animali, è facile imbattersi in animali come lo scoiattolo, la capinera, il falco pellegrino, la rondine montana ed il gracchio alpino.

Tuttavia, un discorso a parte andrebbe fatto per la fauna cavernicola che vive nelle numerose caverne ed aperture che si presentano sui fianchi dei monti apuani; qui si parla di animali per lo più di invertebrati o di piccoli vertebrati come il geotritone italico, ma all'interno delle caverne trovano il loro posto anche simpatici animali come i pipistrelli, qui presenti in numerose specie.