Storia dell Alpi Apuane
L'origine delle Alpi apuane sarebbe da ricollegarsi ad un periodo precedente persino alla formazione dello stesso Appennino da cui differiscono anche per la particolare struttura geologica che si sarebbe formata, originariamente, in un ambiente marino.
Il nucleo più antico della catena montuosa apuana è infatti costituito da un antichissimo residuo cristallino che avrebbe iniziato a sollevarsi durante l'Era Paleozoica e, nell'arco della successiva era, in seguito alla formazione di un bacino marino, queste prime rocce sommerse arebbero state ricoperte da numerosi strati di rocce sedimentarie.
Qui, avrebbero iniziato a formarsi, prima di tutti, strati di sedimenti carbonatici che, in seguito ad un processo di trasformazione, avrebbero dato origine a rocce di tipo dolomitico (grezzoni); su queste, altri sedimenti calcarei avrebbero portato poi, attraverso una metamorfosi, alla formazione di quelli che non tutti conosciamo come i famosi marmi.
Successivamente, un graduale sprofondamento del fondale marino avrebbe determinato la sovrapposizione di numerosi e differenti depositi nei quali il materiale calcareo si alternò più volte a quello siliceo. Verso la fine dell'Era Mesozioca però, il fondale marino fu soggetto ad un progressivo sollevamento che determinò il depositarsi sulle rocce di sedimenti tipici di un mare sempre meno profondo.
Avvenne però che, durante la metà dell'Era Cenozoica, i due blocchi continentali che delimitavano il mare sovrastante l'attuale catena appenninica ed apuana, iniziarono a muoversi spingendo l'uno contro l'altro, portando così al ripiegamento ed all'emersione dei sedimenti marini nati in precedenza.
Nacquero dunque le due catene montuose: quella Appenninica a e quella Apuana.
Le Alpi Apuane si distinsero però per la notevole altitudine poiché, proprio qui, la forza dei due continenti in movimento, avrebbe permesso un maggiore rialzamento della crosta terrestre del sedimento cristallino originario.
La compressione e la forza esercitata dai due blocchi continentali, tuttavia, raggiunsero livelli elevatissimi provocando quindi la formazione di fratture e il sovrascorrimento delle rocce al ti sopra dei monti apuani.
Le rocce che sostituivano la catena apuane furono quindi soggette ad un notevole mutamento che andò a modificare la loro struttura originaria attraverso una metamorfosi che le rende uniche e particolari.
In seguito, tutto il blocco di rocce che sovrastavano i monti apuani subirono uno scivolamento, finendo con il raggiungere la catena dell'Appennino Tosco-Emiliano e lasciando così scoperto l'arco apuano che, ad oggi, viene considerata come una 'finestra tettonica', ossia come una serie di rocce molto antiche, circondate da rocce molto più recenti.
La storia che l'uomo ha inciso su queste rocce è ancora oggi ben visibile in ogni parte di questi splendidi monti, come nelle caverne, negli anfratti e nelle cave, nonché nei luoghi in cui, tuttora, si ricava marmo di grande qualità.
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